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Olimpiadi 2026

Gregorio Gregorio  •  04/03/2018  •    5 commenti  • 

Apro una discussione inerente la possibile candidatura di Torino per le Olimpiadi invernali 2026, in merito alla quale la Giunta Comunale dovrebbe esprimersi a breve.

A livello puramente personale ritengo che, in questa fase prolungata di crisi economica, un'eventuale disponibiltà di fondi pubblici debba essere dirottata su attività ad alto valore aggiunto come la ricerca scientifica e tecnologica. Si tratta di settori economici che generano effetti positivi permanenti nel tempo quali indotti industriali, posti di lavoro (sia ad alta che a bassa qualificazione) e maggiori flussi tributari sul territorio. Eventi come le Olimpiadi sono invece un po' fini a loro stessi, dopo una pioggia di denaro pubblico (quindi nostro) e 15 giorni di euforia, l'unico effetto positivo, comunque apprezzabile, consiste nel ritorno in termini turistici.

Con questa premessa non voglio dire di essere contrario ai grandi eventi, anzi, in assenza della prima prospettiva certamente più lungimirante, meglio tentare con le Olimpiadi che non avere nulla in mano. La mia preoccupazione riguarda la gestione di questi eventi che sistematicamente lasciano in eredità "cattedrali nel deserto". Anche Torino 2006 era partita con i migliori propositi di evitare gli errori del passato ma questi sono stati puntualmente disattesi. Tuttavia la nuova linea adottata dal CIO prevede un profilo "a basso costo" che favorisce il riutilizzo di strutture esistenti, una situazione apparentemente ideale per il Piemonte visti i disastri gestionali di impianti quali la pista di bob di Cesana, i trampolini di Pragelato o il Villaggio Olimpico di Piazza Galimberti a Torino.

La mia proposta è quindi la seguente: in caso di approvazione della candidatura, indipendentemente dall'esito finale, propongo di coinvolgere direttamente i cittadini nelle decisioni sulle opere da realizzare e sulla gestione dei fondi. Dal momento che si tratta di risorse pubbliche ritengo molto positivo delegare ai cittadini, almeno parzialmente, le scelte inerenti la loro destinazione finale. Anzi, un eventuale dossier di candidatura dovrebbe evidenziare l'adozione di tale processo decisionale, magari il CIO potrebbe valutare con favore proprio la scelta della partecipazione pubblica diretta. Come strumento partecipativo si potrebbe utilizzare Decidi Torino oppure una piattaforma analoga dedicata all'evento. I temi da trattare potrebbero includere le strutture strettamente legate ai Giochi (impianti sportivi, di risalita, piste da sci, villaggi olimpici), le infrastrutture di interesse pubblico che erediterà il territorio (trasporti) ed il sistema turistico complessivo, con particolare attenzione al "sistema neve" (località o attrazioni da valorizzare).

Se il CIO dovesse invece selezionare un sito concorrente resterebbero comunque i dibattiti e le opinioni del pubblico che potrebbero orientare le future agende politiche delle Amministrazioni locali.

Prima di decidere se appoggiare/non appoggiare/commentare la proposta vorrei precisare che il presente dibattito non è una discussione pro/contro Olimpiadi ma riguarda esclusivamente il metodo decisionale da adottare nel caso di un'eventuale candidatura. 

Commenti (5)


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  • Mcbarros
    Mcbarros  • 05/03/2018 14:35:55

    Penso che pensare ad una candidatura sia come sempre azzardato. E' vero che gli impianti principali sarebbero solo da ripristinare in condizioni minime ad essere utilizzati ma rimane sempre la questione di fondo: che farne poi di trampolini e piste di bob e slittino ? Il Coni dovrebbe decidere di spendere per farne luoghi di interesse agonistico/sportivo e quindi creare i presupposti perché i siti divengano importanti per le categorie sportive conseguenti.
    In ogni caso la scelta dovrà essere fatta dai cittadini, non solo sulle opere eventualmente da fare. Parola ai cittadini sempre e comunque!

      • Gregorio
        Gregorio  •  Autore  • 05/03/2018 17:51:42

        Direi che ha individuato uno dei soggetti incriminati. Il CONI avrebbe dovuto gestire i suddetti impianti per alcuni anni, anche in perdita, fino a renderli economicamente autonomi, così come avvenuto in altri Paesi.
        In caso di candidatura sarebbe bello poter decidere dove destinare le risorse, anche solo per un singolo progetto.

        Senza risposte
  • Mcbarros
    Mcbarros  • 27/03/2018 13:13:38

    Leggo di una società creata ad hoc dal Comune di Torino per studiare la fattibilità, le fasi di studio e analisi del progetto olimpico.
    Di cittadini chiamati a dire la loro prima o dopo non c'è nemmeno una parola!
    Che dire ?

    Senza risposte
  • Mcbarros
    Mcbarros  • 10/03/2018 14:41:53

    Mi sembra di capire che la Giunta sarebbe favorevole ad una nuova candidatura olimpica. Ora se è vero che le Olimpiadi possono essere una opportunità considerato che gli impianti che costano già ci sono, molti sono i problemi che i cittadini di Torino devono affrontare ogni giorno e dubito che i debiti consentiranno alla città di risollevarsi da qui al 2020/2026. Bisogna far decidere ai cittadini con un voto! Questa è democrazia diretta ! Devono decidere i torinesi! Ricordo che a Torino la situazione della assistenza sociale è ai minimi termini e che governare in modo diretto è fare scegliere a chi deve scegliere!

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